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Bonus 110 prorogato fino al 2023?

La situazione attuale
data 15/10/2021

Il bonus 110, molto diffuso ed utilizzato da quando è stato istituito, si applica alle cosiddette abitazioni a basso efficientamento energetico e prevede il rimborso da parte dello Stato del 110% di quanto speso in lavori di ristrutturazione, a patto che si rispettino alcune condizioni, la principale delle quali riguarda, appunto, l’ottenimento di una migliore efficienza energetica. 

Le regole alla base di questo bonus seguono le linee guida stabilite dall’Unione Europea in materia di risparmio energetico. L’obiettivo è quello di “cambiare rotta” e ridurre sempre di più il numero delle abitazioni dispersive in termini energetici su tutto il territorio europeo. 

Tutto si basa, insomma, su quella che possiamo definire “ristrutturazione non estetica”, ma piuttosto ristrutturazione finalizzata alla diminuzione del fabbisogno energetico dell’abitazione.

Come funziona:

Bonus 110: lavoro trainante e lavori trainati

Come dicevamo, la possibilità di usufruire del Bonus 110 dipende dal rispetto di alcune regole.

Una di queste prevede che la casa che sarà oggetto della ristrutturazione, alla fine dei lavori, superi due classi energetiche (ad esempio: dalla classe energetica F arrivi alla classe energetica C).

In secondo luogo, per poter usufruire del bonus, è necessario scegliere il lavoro “trainante” tra quelli di natura termica, questo sarà il principale oggetto di ristrutturazione. Dal lavoro cosiddetto trainante conseguono uno o più “lavori trainati”. Il numero di questi lavori non è vincolante ed è finalizzato semplicemente a favorire il risultato sperato.

Il lavoro trainante dovrà consistere nella realizzazione del cappotto o nella sostituzione dell’impianto termico. Anche la completa sostituzione dell’impianto elettrico può valere come lavoro trainante, ma solo nel caso in cui si passi interamente alla domotica per risparmiare energia.

Da quanto detto finora, si intende che una casa caratterizzata già da una buona efficienza energetica potrà avere più difficoltà ad accedere al bonus, dal momento che non si troverà nell’esigenza assoluta di superare ben due classi energetiche. 

Bonus 110: i passi preliminari per accedervi 

Chi intende avvalersi del bonus 110 deve compiere una serie di passi preliminari.

Prima di tutto, è necessario disporre della perizia di un tecnico specializzato: Il Termotecnico.

Il termotecnico misurerà i muri perimetrali, prenderà in esame l’impianto di riscaldamento, terrà conto della superficie illuminata e del tipo di finestre in uso, etc.etc. Farà insomma una serie di verifiche finalizzate a valutare l’effettiva classe termica. 

L’intervento del termotecnico condurrà alla redazione dell’APE PRE, all’interno di questo documento sarà esplicitata la classe energetica di partenza dell’edificio da ristrutturare. 

Si tratta insomma di un esame molto accurato, ben diverso da quella che può essere una semplice visura catastale, dalla quale è impossibile evincere il reale fabbisogno energetico delle abitazioni.   

La perizia del termotecnico servirà ad individuare la fattibilità del progetto e, in seconda battuta, il lavoro trainante. La definizione di “trainante” deriva dal fatto che esso trainerà con sé, necessariamente, altri lavori. 

I lavori trainati possono essere costituiti dalla sostituzione delle finestre, dall’installazione di un impianto fotovoltaico o, addirittura, se il lavoro trainante è costituito dal cappotto, il lavoro trainato potrà essere rappresentato dalla sostituzione dell’impianto di riscaldamento (o, anche, viceversa).    

Naturalmente, ad esempio, se si mette il fotovoltaico, è logico che occorrerà installare anche un impianto di riscaldamento elettrico come la pompa di calore.

Un’altra possibilità, per fare un ulteriore esempio, è rappresentata dall’impianto di riscaldamento a pavimento. Questo tipo di impianto ha il grande vantaggio di funzionare anche per l’acqua sanitaria. Ovviamente, la pompa di calore in grado di produrre riscaldamento e acqua calda sanitaria ha bisogno di un’autoclave. Quindi, ai fini dell’ottenimento del bonus 110, è più utile installare due pompe di calore, una delle quali funzionerà esclusivamente per l’acqua calda, per mezzo di un boiler di nuova generazione, ovvero pensato specificamente per funzionare con questo sistema. I sistemi di riscaldamento a pavimento di nuova generazione fanno circolare sia acqua calda che fredda; ciò vuol dire che in estate possono rinfrescare in maniera efficiente gli ambienti. 

Abbiamo volutamente fatto l’esempio delle pompe di calore, parlando dei cosiddetti “lavori trainati”, poiché esse consumano poco e soddisfano il bisogno di ottimizzazione energetica proprio del bonus 110. 

Ciò ci dà anche l’occasione di chiarire che il bonus 110 non può comprendere anche il rimborso delle spese sostenute per rifare il pavimento: le piastrelle, ad esempio, non possono essere comprese e sono totalmente a carico del proprietario dell’immobile oggetto della ristrutturazione che però può in molti casi utilizzare altri bonus per erodere parte della spesa.

In alternativa, per evitare costi eccessivi non coperti dal bonus, nonché impianti eccessivamente invasivi, si possono utilizzare canalette prefabbricate e cartongesso. In questo caso, vengono tolti i termosifoni, ma si lasciano i vecchi tubi dell’impianto di riscaldamento, si eliminano caldaia e boiler e si utilizzano le pompe di calore. Anche nel caso in cui non venga fatto il cappotto, una simile soluzione, insieme a delle finestre nuove, può costituire l’oggetto di un bonus 110, dal momento che non c’è alcuna dispersione e si può avere una temperatura costante.  

Insomma, per poter usufruire del bonus 110 molte sono le possibilità, ma occorre sempre avere un lavoro trainante (in genere, come abbiamo detto, cappotto o cambio dell’impianto di riscaldamento) e uno o più lavori trainati, cioè derivati da quello trainante, che contribuiscano a raggiungere l’obiettivo del lavoro trainante. 

Come abbiamo già detto, il numero dei lavori trainanti è del tutto indifferente: il principio è che occorre fare quelli necessari perché il lavoro trainante abbia un senso. 

Ogni lavoro ha, ovviamente, un massimale.

Il massimo delle detrazioni si ottiene con un massimo di due unità abitative. Nel caso dei condomini, gli importi massimi per unità abitativa sono, ovviamente, più bassi.  

Per fare un esempio concreto, possiamo dire che una casa unifamiliare di 100 mq dà origine a circa 50.000 euro di cappotto. Un condominio composto da 12 unità abitative potrebbe consentire di arrivare a 30.000 euro per unità. Ovviamente, più unità abitative ci sono, più alto è il margine. Fermo restando il superamento delle due classi energetiche come conditio sine qua non per ottenere il bonus. È vero pure che, facendo il cappotto o l’impianto di riscaldamento a risparmio energetico (uno dei due interventi è assolutamente necessario per avviare l’iter del bonus), insieme a tutti i lavori trainati che ne conseguono, si raggiunge quasi sempre la classe energetica A. 

In tutto ciò, tornando alla questione principale affrontata in questa parte dell’articolo, il lavoro del termotecnico è fondamentale. È lui che realizza il computo metrico. Ed è il computo metrico che ci dice anche se si riesce a restare nei massimali previsti. 

Una perizia termotecnica ha un costo che si aggira intorno ai 2.000 euro. Quando è il cliente ad occuparsi da solo di tutta la procedura, contatta in prima battuta il termotecnico e, in seguito alla sua perizia, contatta poi le varie maestranze che si dovranno occupare di realizzare concretamente i lavori previsti. 

In realtà, però, il cliente può anche delegare tutto l’iter ad altri e affrontare l’intera ristrutturazione con maggiore serenità. 

Un bonus 110 senza pensieri: la soluzione di Project Easy

Project Easy offre a chi intende avvalersi del bonus 110 una soluzione estremamente efficiente. Detto molto brevemente: noi di Project Easy abbiamo deciso di creare una vera e propria squadra, con l’obiettivo di offrire al cliente professionalità, efficienza, tempi certi e, soprattutto, la possibilità di evitare di incorrere in qualsivoglia problema con l’Agenzia delle Entrate. In tutto l’iter di accesso al bonus 110, infatti, diversi sono i passaggi burocratici delicati.

Una questione molto delicata è rappresentata per esempio dalle asseverazioni. Ciascuna delle ditte che ha effettuato i lavori che concorrono all’ottenimento del bonus, infatti, deve firmare un documento che attesti che i lavori sono stati eseguiti a dei prezzi coerenti con il mercato e che quindi può essere pagata dallo Stato. Lo Stato, dal canto suo, nella fattispecie l’Agenzia delle Entrate, ha otto anni di tempo per “verificare i conti”.  Naturalmente, esistono dei prezziari. È necessario, innanzitutto, che sia un tecnico a certificare che il prezzo è giusto e coerente con il mercato. 

Al tempo stesso, un progettista dovrà capire cosa si può fare a livello urbanistico.  A volte, infatti, non è affatto possibile realizzare il cappotto, magari a causa di vincoli storici e paesaggistici. In quel caso, sono altre le possibili strade da percorrere. 

È necessario altresì stipulare una polizza assicurativa. 

Solo dopo tutti questi passaggi possono subentrare le ditte che eseguiranno i lavori.   

Insomma, sono davvero numerose le figure professionali che è necessario coinvolgere per attivare l’iter del bonus.

Noi di Project Easy, come dicevamo, le abbiamo unificate e ci occupiamo di seguire l’iter praticamente al posto del cliente che avrà in noi il suo unico interlocutore e, di conseguenza, molte preoccupazioni in meno

Collaborando sempre con gli stessi professionisti, siamo più rapidi ed efficienti. Questi collaboratori sono in grado di coprire con professionalità tutte le fasi iniziali. Subito dopo, subentra l’impresa di costruzioni vera e propria, anch’essa integrata nella nostra squadra.

Questo vantaggio dà i suoi frutti dall’inizio alla fine dell’iter del bonus.

A lavori completati il proprietario che si è affidato a Project Easy richiedendo lo SCONTO IN FATTURA dovrà fare una semplice operazione per terminare la pratica: andare sul suo cassetto fiscale, trovare il credito che è stato erogato dallo Stato e girarlo all’azienda. Seguendo la nostra procedura, infatti, il proprietario dà mandato all’impresa di pagare i progettisti, i tecnici e gli asseveratori, etc.etc.

Facciamo un esempio concreto:

Il tuo progetto ha un valore complessivo di 50.000 euro. Al termine dei lavori ti verranno fatturati 50.000 euro con sconto in fattura del 110%. A quel punto troverai sul tuo cassetto fiscale l’intero ammontare del credito e dovrai semplicemente dichiarare di aver ceduto il credito all’impresa. Il gioco è fatto.

In questo modo, all’atto pratico, non spenderai niente.

ATTENZIONE: per otto anni da quando i lavori sono ultimati, l’Agenzia delle Entrate potrà controllare tutto per verificare la correttezza dei computi tecnici, delle asseverazioni e di tutta documentazione allegata. Per lo Stato il proprietario resta sempre e comunque il primo responsabile. Se l’Agenzia delle Entrate riscontra una perplessità, infatti può pretendere la restituzione dell’intero importo, anche se l’irregolarità contestata riguarda solo una minima parte del lavoro. Ne consegue che è molto importante scegliere con attenzione a chi affidarsi: occorre poter contare su persone preparate, che abbiano un’esperienza tale da poter affrontare lavori tanto importanti.  Noi diamo sempre: MALE NON FARE, PAURA NON AVERE; e con l’iter trasparente e corretto che attuiamo ripariamo i nostri da sorprese spiacevoli.  

L’iter con Project Easy nei dettagli

Nel momento in cui un cliente si affida a noi, sono diverse le fasi che attraversiamo. Eccole, qui di seguito, in concreto:

  • Sopralluogo.

Vengono prese in esame con attenzione le caratteristiche dell’alloggio: che tipo di caldaia è installata, che tipo di finestre sono state montate e molto altro. Questo primo sopralluogo è finalizzato a raccogliere tutte le informazioni necessarie a verificare la fattibilità del progetto.

  • Studio di prefattibilità. 

Lo studio è totalmente gratuito per il cliente. Se il suo esito è negativo, la cosa si risolve immediatamente ed il cliente non paga nulla. Se il responso è positivo, il cliente ha davanti a sé due possibilità: o sceglie di fare i lavori o rifiuta. Nel caso in cui rifiuti, dovrà pagare lo studio, altrimenti, questo è gratuito, dal momento che sarà pagato tramite il bonus. Project Easy informa in maniera esaustiva il cliente su quali sono i pro e i contro di ciascun intervento e suggerisce altresì altri lavori utili, magari da finanziare con altri tipi di bonus, al fine di valorizzare completamente l’immobile.

  • Inizio dell’iter realizzativo

A questo punto, il cliente ha un unico interlocutore, ovvero il capo progetto di Project Easy. Sarà lui a coinvolgere il termotecnico o altri tecnici, l’impresario o altre figure professionali, man mano che l’iter lo richiede.

Tutti i vantaggi del bonus 110

Chi ha intenzione di effettuare ristrutturazioni che riguardino l’efficienza della propria abitazione, dunque, dovrebbe seriamente prendere in considerazione la possibilità di effettuare una serie di modifiche in grado di fargli rispettare i parametri necessari ad usufruire del bonus 110 e di affidarsi ad un’azienda che curi l’intero progetto dall’inizio alla fine. I bonus hanno infatti dato un'enorme spinta al settore edile. Ciò ha comportato un importante aumento dei prezzi ed anche una certa difficoltà a reperire i materiali. La domanda è aumentata in maniera spropositata, non accompagnata da un eguale sviluppo dell’offerta. Di conseguenza, chi si muove da solo può avere difficoltà a trovare un’impresa disponibile ad eseguire i lavori in tempi brevi e seguendo i costi indicati da un progettista esterno (Termotecnico).

Affidarsi ad un’azienda seria e professionale significa poter usufruire di asseverazioni che si basano su tariffari certificati e, ancora più importante, nel caso in cui questi non fossero aggiornati, la procedura del bonus 110 consente di creare prezzi nuovi sulla base di indagini di mercato che l’azienda può eseguire sottoponendo alla agenzia delle entrate diversi preventivi.

Diversamente sarebbe anche possibile che il proprietario si veda contestata da parte dell’Agenzia delle entrate la cifra spesa per eseguire i lavori. 

 

 
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