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Immagine Bonus edilizia - situazione attuale e possibile rimodulazione per il futuro

Bonus edilizia

Situazione attuale e possibile rimodulazione per il futuro
data 07/10/2021

Cominciamo a spiegare cos’è un bonus e come funzionatutti i bonus sono una forma di agevolazione dello stato per permettere il miglioramento delle nostre abitazioni su diverse aree di intervento, principalmente dal punto di vista energetico, sia che si parli di case singole sia di interi edifici! In alcuni casi si tratterà quindi di migliorie energetiche, in altri estetiche o di lavorazioni straordinarie (strutturali). Il bonus viene erogato sotto forma di credito d’imposta: è un credito di N.Mila euro che lo Stato deposita (in base alla spesa realmente gestita) sul tuo cassetto fiscale e che potrà essere portato in detrazione negli anni a venire, almeno che non venga ceduto all’impresa sotto forma di sconto in fattura.

Ad oggi sono presenti diversi bonus per l’edilizia ma le alte sfere fanno presagire che sarà prevista una rimodulazione (con semplificazione) per l’immediato futuro.

Oggi comunque le opportunità disponibili sono:

  1. sisma bonus 110 > opere di rinforzo antisismico

  2. bonus 110 > efficientamento della dispersione termica

  3. bonus 90 > bonus facciate

  4. bonus 50 > opere di ristrutturazione con limite massimo 96.000€

  5. bonus mobili e bonus verde

  6. bonus 65 > cambio della caldaia, della pompa di calore, degli infissi.

Vediamoli nel dettaglio:

  • Il bonus 110, molto diffuso ed utilizzato da quando è stato istituito, si applica alle cosiddette abitazioni a basso efficientamento energetico e prevede il rimborso da parte dello Stato del 110% di quanto speso in lavori di ristrutturazione, a patto che si rispettino alcune condizioni, la principale delle quali riguarda il superamento di due classi energetiche.

    Si tratta in sostanza di una delle migliori opzioni disponibili e per tale motivo è anche il più complicato e vincolato.

    Uno dei vincoli del bonus 110 è che per richiederlo serve sempre uno studio di fattibilità, indispensabile per capire se l'immobile può o non può usufruire del bonus.

    Un ulteriore vincolo è che non si possono fare più di due detrazioni a persona. Il progetto, oggetto della detrazione, è per singola unità abitativa anche se il proprietario ne possiede più di una. Però è possibile che il coniuge, l’affittuario, il titolare di un diritto di godimento, il familiare convivente del possessore o l’usufruttuario possano usufruire del bonus al posto del proprietario, a condizione che siano loro a pagarlo e siano intestati a loro bonifici e fatture.

    È però il limite di spesa il vincolo più importante di questo bonus: 96.000 euro per progetto. Nel caso di unità abitative multiple sarà quindi necessario “spalmare” i progetti su più soggetti. Per i condomini invece le condizioni sono leggermente diverse (in meglio).

    Per tutte le possibilità è utilizzabile lo sconto in fattura che rende possibile l'annullamento dell’intero ammontare delle spese.

  • Il bonus 90, altrimenti detto “bonus facciate”, riguarda qualunque facciata sia visibile da una strada pubblica, nelle cosiddette zone A e B del vostro Comune. 

    Il lato positivo del bonus 90 è che non prevede alcun tipo di vincolo di spesa. Bisogna però attenersi scrupolosamente al prezziario regionale delle opere pubbliche. Al tempo stesso, però, va chiarito che si tratta di un bonus puramente estetico: esso può riguardare i lavori fatti per tinteggiare la facciata, rimettere a nuovo balconi, cornicioni e grondaie, eccetera. Si tratta di un bonus per lavori di manutenzione straordinaria a fini puramente estetici, insomma.  Il bonus non prevede infatti copertura per intonaco o cementi, se non per il 10% del totale complessivo. Nel caso in cui occorra fare più del 10% di intonaco, occorre adeguarlo al DM del 16 settembre 2016 che contiene i requisiti minimi che un immobile deve possedere. In questo caso, può capitare che occorra fare il cappotto e che occorra fare una dichiarazione all’ENEA riguardante la resistenza termica, il tipo di finestre, eccetera. In questi casi, tanto vale fare i lavori ricompresi tra le fattispecie del bonus 110.

    Il bonus 90, oltre a non avere vincoli di spesa, non richiede asseverazione (formalità che tratteremo maggiormente nei dettagli del bonus 110). Il primo e unico responsabile è il proprietario dell’immobile. Ovviamente, anche in questo caso occorre giustificare le spese sostenute.  Insomma, il bonus 90 ha ufficialmente meno vincoli del bonus 110, ma in realtà, all’atto pratico, si tratta di vincoli che spesso finiscono per portare a quelli previsti dal 110.

    Anche in questo caso, infatti, si può utilizzare lo sconto in fattura.  

  • Il bonus 50, relativo alle opere interne di ristrutturazione. 

    Questo bonus si rivolge a lavori che comprendano almeno una manutenzione straordinaria. Ad esempio, il rifacimento del bagno o della cucina (tubature comprese). Questo bonus ha il limite di spesa di 96.000 euro e consente anch’esso lo sconto in fattura.

  • Bonus mobili e bonus verde

    Il bonus mobili deve essere abbinato al bonus ristrutturazione. Il bonus verde, invece, si rivolge a chi intende rifare il giardino, che si tratti di piantumazione di rinnovo degli impianti di irrigazione. Consiste nella detrazione fiscale Irpef pari al 36% delle spese effettuate. Il limite massimo di spesa detraibile è pari a 5mila euro per unità immobiliare (a uso esclusivamente abitativo), quindi ogni contribuente può portare in detrazione massimo 1.800 euro (ovvero il 36% di 5mila). Per quanto riguarda il bonus mobili, si sa già che a partire dal 1° di gennaio cambierà: il limite di spesa passerà da 16.000 a 5.000 euro. Variano anche le classificazioni degli elettrodomestici: il ddl Bilancio non parla più di valori superiori alla A (A+, A++, A+++, eccetera), ma semplicemente di valori che vanno dalla A alla G. Quindi il si parla di “classe non inferiore alla classe A per i forni, E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie, F per i frigoriferi e i congelatori” Questa tipologia di bonus non permette lo sconto in fattura.

  • Bonus 65

    Riservato a chi intende cambiare soltanto la caldaia, la pompa di calore o gli infissi. Si tratta di uno dei bonus meno efficaci, dal momento che chi paga la caldaia all’atto dell’acquisto finisce (solitamente) per pagare immediatamente molto meno di chi intende avvalersi del bonus.

Bonus: cosa succede dopo il 2021

Ad oggi non ci sono altri bonus, oltre a quelli di cui abbiamo parlato. Questi, peraltro, con la sola eccezione del bonus 110, rimangono in essere fino alla fine del 2021. Il bonus 110 è invece previsto fino alla fine del 2022. 

Su quale sarà la situazione, dopo la fine del 2021, non si sa ancora nulla di certo. Si parla con insistenza, ad esempio, di un ipotetico “Bonus 75”, che dovrebbe unificare il bonus 50 e il bonus 90. 

Con ogni probabilità, tutti i bonus diversi dal 110, dopo la fine del 2021, scompariranno e saranno forse sostituiti da altri bonus, frutto della rimodulazione di cui tanto si parla

A questo punto, è lecito chiedersi cosa accade se il proprietario di un immobile contatta una ditta come Project Easy a fine anno per attivare sia il bonus 110 che un altro bonus per la ristrutturazione (ad esempio, per la ristrutturazione straordinaria interna). 

Basta la sola attivazione, per poi eseguire i lavori nel corso del 2022, usufruendo del bonus?

SÌ!

Ma la condizione imprescindibile perché ciò sia possibile, è pagarli interamente subito. In questo caso, i lavori possono essere terminati entro marzo 2022. D’altro canto, è perfettamente normale, dal momento che lavori del genere possono subire ritardi e sospensioni per diverse ragioni, tra cui anche le condizioni meteorologiche avverse.  Insomma, se la progettazione effettiva parte, insieme a tutto l’iter burocratico e se l’intero importo è pagato, non c’è alcun problema e, pur concludendo i lavori entro il marzo successivo alla data di espirazione dei bonus, si usufruirà degli stessi vantaggi di chi ha concluso tutto entro dicembre.  

Concludendo, possiamo dire che è comunque difficile che l’incertezza permarrà ancora a lungo. Molte sono le pressioni, anche da parte delle associazioni di categoria (ANCE in primis), per sapere come si evolverà l’intera materia. È probabile che entro la fine di novembre sapremo con una certezza quasi totale se ci saranno o no le proroghe, se non altro, grazie alle bozze della legge di bilancio, ben prima, dunque della pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, attesa per il 20 dicembre circa.

 

 

 
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